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C'è un milionario senza faccia dietro l'affondamento del traghetto coreano
Si è trasformata in una caccia all’uomo la ricerca dei responsabili dall’affondamento del traghetto Sewol, che il 16 aprile scorso ha provocato almeno 300 tra morti e feriti e per il quale sono attualmente in carcere quindici persone. La nave, lunga 146 metri, era in viaggio dal porto di Incheon verso l’isola di Jeju e trasportava soprattutto studenti di Seul in gita scolastica. Dopo una manovra inusuale di viraggio, il traghetto ci mise solo due ore ad affondare completamente, senza che l’ordine di evacuazione fosse dato per tempo. A oggi è quasi certo che a causare il rapido affondamento sia stato un esagerato carico della nave. Di chi è la colpa?

Si è trasformata in una caccia all’uomo la ricerca dei responsabili dall’affondamento del traghetto Sewol, che il 16 aprile scorso ha provocato almeno 300 tra morti e feriti e per il quale sono attualmente in carcere quindici persone. La nave, lunga 146 metri, era in viaggio dal porto di Incheon verso l’isola di Jeju e trasportava soprattutto studenti di Seul in gita scolastica. Dopo una manovra inusuale di viraggio, il traghetto ci mise solo due ore ad affondare completamente, senza che l’ordine di evacuazione fosse dato per tempo. A oggi è quasi certo che a causare il rapido affondamento sia stato un esagerato carico della nave. Di chi è la colpa?
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Sarebbe stata la Chonghaejin di Yoo ad aver comprato la Sewol nel 2012 e ad aver aggiunto 240 cabine, ampliando la capacità del traghetto di oltre 150 passeggeri e aumentando di conseguenza il peso della nave di quasi 240 tonnellate. Inoltre il capitano della nave, Lee Joon-seok – che ora si trova agli arresti e che fu uno dei primi a scappare dal traghetto che affondava – all’inizio di aprile aveva richiesto un intervento di riparazione allo sterzo del traghetto.
È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio da più di un decennio, scrive soprattutto di Asia orientale, di Giappone e Coree, di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo, ma anche di sicurezza, Difesa e politica internazionale. È autrice della newsletter settimanale Katane, la prima in italiano sull’area dell’Indo-Pacifico, e ha scritto tre libri: "Sotto lo stesso cielo. Giappone, Taiwan e Corea, i rivali di Pechino che stanno facendo grande l'Asia", “Al cuore dell’Italia. Come Russia e Cina stanno cercando di conquistare il paese” con Valerio Valentini (entrambi per Mondadori), e “Belli da morire. Il lato oscuro del K-pop” (Rizzoli Lizard). È terzo dan di kendo.
